Le pendu du raisin 2019 boll – Le belle bollicine di Stefano Bellotti
il Le pendu du raisin 2019 boll è una bolla forse un po’ candida, ma attraente e dannatamente beverina che te ne scoleresti subito una magnum già prima dell’antipasto.
il Le pendu du raisin 2019 boll è una bolla forse un po’ candida, ma attraente e dannatamente beverina che te ne scoleresti subito una magnum già prima dell’antipasto.
un “classicone”, cioè uno di quelli che anche se lo dai a bere (basta non dirgli che è un “naturale”…) a uno degli svariati “dottori del vino”, va a finire che gli piace pure e ne tesse lodi sperticate, apostrofandoti poi con il classico «finalmente bevi qualcosa di buono e non le solite puzzette infarcite di volatile!».
Immaginate voi quando invece gli smascherate la bottiglia, e gli dite: è un “naturale”, anzi, un Triple A!
Il Cerasuolo d’Abruzzo è tra le tipologie di vino che prediligo in assoluto.
Da non confondere con il Cerasuolo di Vittoria, ottimo rosso di Frappato e nero d’avola con il quale condivide l’etimo di Ceraso-Cirasa, (ciliegia in gran parte dei dialetti meridionali d’Italia), il Cerasuolo d’Abruzzo non è un semplice rosato, tutt’altro!
Avviso: chi la pensa diversamente, tiri dritto e legga altro. Da circa trenta anni mi interesso di vino, e da una decina di anni a questa parte per precisa scelta bevo quasi esclusivamente “vini naturali”. Il mio cammino nel mondo del vino è simile a quello di tanti. Primi anni ‘90 perchè bevo vino naturale … Leggi tutto
Noi di gastrodelirio non amiamo far classifiche, ma ogni paio d’anni qualche strappo alla regola lo facciamo. In questo 2020, annus horribilis sotto ogni punto di vista, abbiamo deciso di regalare ai lettori che apprezzano i “vini naturali” una selezione di quattro tra quelli da noi assaggiati che più ci hanno colpito, emotivamente e tecnicamente, … Leggi tutto
Il Ligame, uno Syrah in purezza, l’ho assaggiato “laicamente”, cioè senza saperne nulla, se non quanto scritto sull’etichetta appesa al collo della bottiglia, dove, piacevole sorpresa, in caratteri grandi si legge: vino a fermentazione spontanea con lieviti indigeni. Con gioia noto che la fermentazione con i soli lieviti indigeni è (finalmente!) diventata, almeno per … Leggi tutto
Il Nigrum 2017, frutto di una personale ed eticamente rispettosa interpretazione di territorio e vitigno senza nessuna eno-cosmesi sia in vigna che in cantina, dal punto di vista sia tecnico che emotivo, è uno di quei vini “belli” che ha la capacità e la forza per puntare senza mediazioni dritto al cuore di chi lo beve, cosa, che ne fa qualcosa di più di un vino.
Ecco, dopo la mia consueta sviolinata, ora parliamo di cose serie, cioè di un Dolcetto (di Ovada vista la zona) davvero da brivido & applauso che ho stappato & degustato sere addietro nel mio sancta sanctorum, vale a dire la cucina di casa Gastrodelirio.
AUR-OURA 2018 ROCCO DI CARPENETO